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Grotta di Saint Honorat     5° secolo

[Francia - Var - Esterel]





Suddivisione Orografica Internazionale (SOIUSA)
catene della Bassa Provenza
senza codice
43° 25' 42" N
  6° 54' 00" E
Foto di Paolo Bianco - testo di Ivonne Favro
24/05/2011

dislivello cumulato 114m in 1,2 km totali AR
 


Alla Grotta

 
Dalla costa, ad Agay, prendere la D100 per 1,5 km e al cartello "le mas de l'Esterel" girare a destra verso il massiccio vulcanico del Permiano (250 milioni d'anni): l'Esterel.
E' formato da rocce di Rhyolite amaranto il cui colore cambia a seconda dell'ora del giorno.
Il nome deriverebbe dai Romani che lo chiamarono sterilis a causa della povertà del suolo, prima di loro la parola "estere" significava roccia, ma la leggenda parla della fata Estérelle che donava fertilità alle donne sterili.
La strada conduce al laghetto Gué du Grénouillet, poi sale verso Nord-Est fino ad una curva ad U verso sinistra con il cartello la Saint Baume, allora si posteggia sul bordo della strada.
Una scalinata conduce alla Cappella, un antro naturale con croce in legno.
seguire la sterrata per arrivare alla sorgente della Sainte Baume

Seguire il sentiero verso sinistra, ma attenzione al bivio verso destra che sale verso la grotta ed inizia con scalini in pietra.
Proprio sul bivio alzare gli occhi verso la "porta " a protezione della grotta. Sulla destra si vedranno il Quiquillon, il Pilon e il Saint Pilon.
La vegetazione si dirada e, dopo qualche tornante e parecchi gradini in pietra, ecco la porta costruita nel 400 (5° secolo) come difesa alla grotta.
Il Santo Honorat si converte al cattolicesimo a 20 anni e vive in assoluta povertà prima in Grecia poi nell'Esterel e dalla "porta", osservando la più piccola delle isole di Lerins, viene folgorato dall'idea di trasferirvisi per glorificare Dio, per lavorare liberando l'isola dalle serpi, per costruire un monastero e aiutare il prossimo.
La sua fama di uomo santo lo farà nominare vescovo di Arles, ma la morte lo coglierà dopo soli due anni di trasferimento nella città.
separati e
insieme
il Pic de l'Ours 488m
e la porta, qui l'interno




L'isola di Saint Honorat, il Pic de l'Ours con l'antenna militare delle telecomunicazioni, tutto l'Esterel fino al golfo di Fréjus: la visuale è splendida e particolare.
Molte guglie rocciose slanciate, modellate in forme curiose dall'erosione, ma anche massi imponenti sempre rossastri come tutte queste rocce. Tre colori: blu, rosso e verde sapientemente armonizzati fra loro.

La vegetazione che s'incontra è molto varia, alberi come la sugheraia, la quercia, il corbezzolo, i pini pinea e pinaster, l'acacia o robinia, il platano, l'eucalipto, l'albero di Giuda, poi gli arbusti come il ginepro, l'erica, il pistacchio, l'aghifoglio e i numerosi fiori come i cisti, la lavanda selvatica, le more, la salsapariglia o edera spinosa, l'euphorbia, il senecio, l'elicrisum nonché felci e graminacee.
Tutta vegetazione che può crescere su terreno acido come queste colline, la cui punta massima è il Mont Vinaigre di 614m.





Le foto sotto: a Sx l'interno della porta che sembra richiudersi su se stessa
                      a Dx il Pic d'Aurelle di 323m e l'isola di St Honorat, la più piccola
                      delle isole di Lerins, l'isola del monastero
Una scala in pietra scende alla grotta
All'interno si trovano anche libri di preghiere

Nelle vicinanze un incavo denota forse l'inizio di una nuova grotta.
Uno sguardo verso Fréjus e...


.....rientrando con uno sguardo al cielo, al bivio, nei pressi della sorgente,
          bisogna però saperlo per alzare gli occhi alla porta (lì da 1600 anni!)