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Giardino alpino Bruno Peyronel


foto e testo di Ivonne Favro




Si trova in Val Pellice a 2290m vicino a Col Barant (colle del Baracun) ed è all'interno dell'oasi faunistica Barant del comune di Bobbio Pellice. Si raggiunge dal vallone Comba dei Carbonieri - rifugio Barbara Lowie oppure dal rifugio Jervis dalla Conca del Prà.
All'interno del giardino è stata installata una centralina meteorologica automatica dotata di pluviometro, termometro, anemometro e nivometro a ultrasuoni.


E' definito come giardino perchè del tutto naturale e inalterato, si presenta così come è, mentre l'orto botanico si ottiene trapiantando le varie specie.
Questo è talmente naturale che, a fine luglio, si vedono le mucche al pascolo in tutta la zona, giardino compreso.

Troviamo zone che si diversificano per la qualità del suolo e della vegetazione:
la zona umida, la vegetazione delle creste ventose e delle praterie, il pascolo alpino, la valletta nivale (sotto neve per 9 mesi), la vegetazione delle rocce calcaree e di quelle silicee, la zona dei salici.
Due volontari ci accompagnano nella visita illustrando le particolarità di alcune piante sulle oltre 300 specie presenti e rispondono con grande competenza a tutte le nostre domande. Grazie ragazzi! Estremamente interessante.

Di seguito ecco alcuni esemplari:
      geum montanum       doronicum grandiflorum       potentilla aurea giunchi      giunchi
      silene acaulis
                                                                          Geum montanum ha una foglia particolare, è composta da più foglioline con un ventaglietto apicale, da non confondere con Geum reptans la cui fogliolina apicale è suddivisa in tre ed è molto frastagliata, inoltre è abbastanza rara, i petali del suo fiore giallo sono più staccati tra loro e i frutti a piumino sono più rossastri;

Doronicum grandiflorum si potrebbe confondere con il Senecio, ma la foglia più allugata e più scura di quest'ultimo fa la differenza;

Potentilla è una piantina molto bassa e il fiore è simile a molte altre piante, ma questo è il più piccolo;
Silene detta "pan dla marmota" è un cuscino basso e fitto da cui spuntano piccole corolle rosa;
      geum montanum
      alchemilla alpina       alchemilla glabra
Alchemilla alpina, strisciante, con foglie suddivise in 6-7 segmenti allungati, il bordo è bianco e c'è peluria al di sotto onde trattenere meglio l'umidità - infiorescenza verde-gialla;

Alchemilla glabra è senza peluria e la foglia intera è detta "coppa delle fate" in quanto raccoglie la purissima rugiada -
infiorescenza verde-gialla;
      bartsia alpina     nigritella rubra
Bartsia la cui infiorescenza varia dal viola al rosa a seconda del terreno;

Nigritella rubra è più chiara della nigra, ma molto simile; è un'orchidea selvatica;


qui di fianco, una visuale del giardino proprio sotto la "casa matta" appuntita, che sembra toccare il cielo
     salix serpyllifolia      salix herbacea      salix reticulata
Salix serpyllifolia, l'albero più piccolo del mondo, dalle dimensioni del tronchetto che sfiora il terreno si riesce a dedurre circa 70 anni di età; foglie molto piccole, possibile confusione con S. retusa che ha foglie più grandi;
Salix herbacea con tronco basso, non strisciante, e con foglie leggermente più grandi della precedente;
Salix reticulata così chiamata per le nervature che rendono molto evidenti le parti della foglia.

Sotto, due bellissime rarità:
                                  Pinguicola vulgaris, con foglie viscide, atte alla cattura e alla digestione di piccoli insetti; è una pianta carnivora che ama i luoghi umidi
                                  Botrychium lunaria, una felce molto antica; si riproduce per spore e non ha semi.
     pinguicola vulgaris      botrychium lunaria
Poi ancora Arnica montana, detta dai montanari "tabacas" perchè ne fumavano le foglie essiccate; i fiori emanano un odore caratteristico;
Festuca violacea, tra le graminacee, è la più ricercata dagli animali, indica un pascolo ricco e fertile; nella foto si può osservare anche il cartellino identificativo;
                                                                    Dianthus neglectus o garofano pavonio con il sotto del petalo giallastro:
l'osservazione dell'altezza della pianta e del tipo di petalo permettono l'identificazione tra le numerose specie;
      arnica montana       festuca violacea
      dianthus neglectus
      lotus alpinus       artemisia umbelliformis       thymus serpyllum
      lichene
      chenopodium bonus-henricus

Artemisia umbelliformis, il genepì che risulta tra le piante protette;
Thymus serpyllum, pianta aromatica molto comune;
Chenopodium bonus-henricus, mangereccia come gli spinaci, ma attenzione: le foglie hanno nella lamina posteriore una polvere che risulta essere ossalato di calcio per cui, onde non facilitare i calcoli, occorre lavarle con attenzione;

sotto c'è la rara Rhodiola rosea (Sedum), protetta ma assai ricercata per le sue proprietà simili al ginseng perchè senza l'elemento che disturba i cardiopatici;
Polygonum bistorta simile alla viviparum che però è bianca;
Hedysarum brigantiacum, detta di Briançon;
Saxifraga alpina (paniculata) che comprende numerose specie;
finisce il giro il grande lichene a forma di orecchio.
      saxifraga alpina
  hedysarum brigantiacum     polygonum bistorta
      gentiana rostanii       linaria alpina
cirsius
spinosissimo

Alcune piante sono endemiche, cioè esclusive di un certo territorio. Nel caso della Val Pellice troviamo specie endemiche esclusive del massiccio del Monviso come la Veronica allionii e la Gentiana rostani